angioplastica coronarica training autogeno

TRAINING AUTOGENO E ANGIOPLASTICA CORONARICA

L’angioplastica coronarica è un intervento utilizzato nelle cardiopatie coronariche. I soggetti sottoposti a questo tipo di trattamento, vivono situazioni stressanti fonte di ansia e, per questo, è stato messo a punto uno studio sull’utilizzo del training autogeno per verificare se aiuta a ridurre l’ansia nei soggetti che hanno subito l’intervento.

Per lo studio (1) sono stati reclutati 59 pazienti e sono stati assegnati casualmente al gruppo di controllo che ha ricevuto il trattamento standard e al gruppo sperimentale che ha ricevuto il training autogeno in aggiunta al trattamento classico.
La formazione del training autogeno è avvenuta in gruppi di 8 persone circa da parte di professionisti e poi si invitava loro di eseguire gli esercizi da soli a casa.
Sono state considerate informazioni quantitative e qualitative: l’ansia di stato a 2 mesi; il Powers Quality of Life Index Cardiac Version III (QLI); la pressione arteriosa; la frequenza cardiaca e le esperienze soggettive descritte nel diario. Inoltre è stato utilizzato il Digital Blood Pressure Monitor, Model DS-115.
Le misure sono stare riprese in due follow-up (dopo 2 mesi e dopo 5 mesi). Al primo e secondo follow-up è stata segnalata una differenza significativa dell’ansia di stato tra i due gruppi con miglioramenti in quello sperimentale. Sono rimasti immutati nei due gruppi la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca anche se la pressione diastolica era diminuita nel gruppo sperimentale. Inoltre i soggetti del gruppo sperimentale hanno esperito un maggiore rilassamento, benessere e responsabilizzazione.
Anche se questa indagine ha confermato che il training autogeno possa aiutare a ridurre l’ansia associata all’angioplastica coronarica, sia sugli aspetti qualitativi che quantitativi, non è esente dai seguenti limiti: limitata dimensione del campione; molti dropout; mancata distinzione tra gli effetti specifici, e non, del T.A.; la formazione del T.A. e la valutazione statistica dei risultati è avvenuta da parte della stessa persona. Pertanto saranno richiesti nuovi studi liberi da questi limiti e che confrontino il T.A. con altri metodi di rilassamento.
Abbiamo visto come il training autogeno agisca su molte variabili psicofisiche e garantisca la sua applicazione su patologie mediche, non andando a curare la malattia organica, ma tutti quei sistemi psichici, cognitivi e comportamentali che sono disfunzionali nei periodi critici. Un metodo come quello del T.A., aiuterà ad affrontare gli ostacoli facendo appello alle proprie risorse in maniera ottimale.

Bibliografia

(1) N Kanji, A.R White, E Ernst. Autogenic training reduces anxiety after coronary angioplasty: A randomized clinical trial. 2003. American Heart Journal, Volume 147, Issue 3, pg. 508

A cura della dott.ssa Emanuela Tufano e del dott. Massimiliano Stocchi

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